Lunedì, 26 gennaio 2009
Il week end nero degli arbitri
L’ultimo week end non è stato molto felice per la classe arbitrale. Lo si era capito già al termine delle gare di Serie B: ad “aprire le danze” il rigore negato da Massimiliano Bergonzi ad Alberto Paloschi in Rimini-Parma, troppo eclatante per non essere visto.
Nel primo anticipo del sabato, quello tra Reggina e Chievo, Damato ha considerato falli in attacco questi due contatti fra Mandelli e Corradi, di certo non valutabili come irregolarità del centravanti.
Pochi minuti dopo, sotto i riflettori dell’Olimpico di Torino, Massimiliano Saccani (uno dei migliori fischietti della Serie A) ha ignorato l’intervento di Mellberg su Jovetic, negando ai Viola un penalty dopo 10 minuti dal fischio d’inizio. Non che il suo collaboratore Copelli gli sia stato di grande aiuto, considerando irregolare la posizione di Gilardino al 33^ e annullando il suo gol valido. Sviste che hanno fatto infuriare la famiglia Della Valle.
Un sabato che ha funzionato da prologo alla domenica non eccellente delle ex giacchette nere. Poco brillante anche un altro fischietto di prima fascia, Emidio Morganti, attento nell’annullare la rete di Zalayeta in Napoli Roma ravvisando lo stop di mano dell’ex centravanti juventino, ma sbadato nel considerare valida la rete di Mexes, che il francese ha firmato in posizione di fuorigioco. Non si po’ dire che la riunione di lunedi scorso fra arbitri, allenatori e capitani, e le premiazioni durante l’Oscar del Calcio, abbiano sortito un effetto particolarmente positivo nei direttori di gara.
Anche Domenico Celi è incappato in una giornata negativa. Durante il posticipo tra Inter e Sampdoria, oltre a qualche colpo proibito il fischietto di Campobasso non ha visto l’intervento di Cordoba su Pazzini, che avrebbe potuto sanzionare con il penalty. Una cosa è certa: Celi sarà ricordato come lo “special one” fra gli arbitri, il primo italiano capace di espellere Josè Mourinho.