Mercoledì, 10 marzo 2010
Janka, trionfo e leadership di Coppa
Doppio colpo di Carlo Janka. Lo svizzero, campione olimpico di gigante, vince la discesa maschile delle finali di Coppa del Mondo a Garmisch, la sua terza stagionale nella specialità, e si porta in testa alla classifica generale per la conquista della sfera di cristallo superando l'austriaco Benny Raich che non ha preso il via preferendo concentrarsi sulle prossime gare.
Janka, alla sua settima vittoria in Coppa del Mondo, grazie anche al sole che quando è sceso lui illuminava gran parte della pista ha preceduto di due centesimi l'austriaco Mario Scheiber che arriva al dodicesimo podio in carriera senza vittorie avendo collezionato otto secondi e quattro terzi posti, ed eguaglia come piazzamenti tra i primi tre senza successi il primato dello slalomista azzurro Paolo De Chiesa, ora apprezzato telecronista, che negli anni Settanta e Ottanta mise insieme quattro secondi e otto terzi posti.
La gara odierna, su una pista nuova per tutti che sarà teatro dei Mondiali del 2011, è stata tiratissima, basti pensare che i primi otto sono racchiusi in soli 19 centesimi di secondo. Terzi ex-aequo a 7 centesimi da Janka si sono piazzati il canadese Erik Guay, che si conferma dopo il successo in superG a Kvitfjell, e lo svizzero Patrick Küng che coglie il suo primo piazzamento tra i top ten in carriera, quinto a 11 centesimi l'austriaco Hans Grugger, sesto a 13 centesimi e a 6 dal podio l'azzurro Werner Heel che chiude al terzo posto nella graduatoria di specialità alle spalle del vincitore Didier Cuche e di Janka precedendo il canadese Manuel Osborne-Paradis, settimo a 15 centesimi davanti a Cuche.
Il nono, Michael Walchhofer, è staccato di 43 centesimi dall'ottavo posto di Cuche, decimo Ivica Kostelic davanti ad Andrej Sporn e ad Aksel Lund Svindal, dodicesimo, tredicesimo il campione olimpico Didier Defago. Per l'Italia ha gareggiato anche il campione del mondo junior Mattia Casse che si è dovuto accontentare del ventiduesimo posto, ultimo di quelli che sono arrivati al traguardo.
Max Valle